Tenuta RosatoTenuta Rosato

Dal campo

Curiosità dal mondo agricolo

Piccole storie e spiegazioni su ulivi, api e grano, per raccontare il lavoro che sta dietro ai nostri prodotti.

Ulivi

Perché l'olio nuovo è piccante e amarognolo?

Non è un difetto: è il segno di un olio ricco di polifenoli, le stesse sostanze che lo proteggono nel tempo.

L'olio extravergine appena franto ha spesso un gusto deciso, amarognolo e con una punta di piccantezza in gola. È dovuto ai polifenoli, sostanze naturali dell'oliva con proprietà antiossidanti.

Con il passare dei mesi queste note si ammorbidiscono naturalmente: è per questo che un olio di pochi mesi risulta più intenso di uno più vecchio, pur restando comunque di qualità.

Piccantezza e amaro non sono quindi difetti, ma indicatori di un olio ricco e ben conservato — a patto che il resto del sapore sia pulito e senza note sgradevoli.

Ulivi

Perché l'olio va conservato al buio?

La luce innesca reazioni chimiche che rovinano l'olio prima del tempo: ecco perché le bottiglie migliori sono scure.

La luce, soprattutto quella diretta del sole, accelera un processo chiamato foto-ossidazione: i grassi dell'olio si degradano più in fretta, perdendo aroma e proprietà nutrizionali.

Per questo le bottiglie di qualità sono in vetro scuro o comunque protetto, e il consiglio è sempre di conservare l'olio in un luogo fresco, buio e lontano da fonti di calore.

Anche la temperatura conta: il caldo eccessivo accelera l'irrancidimento, mentre il freddo (anche in frigo) non danneggia l'olio, al massimo lo rende leggermente più denso e torbido.

Ulivi

Il nemico numero uno dell'oliveto: la mosca olearia

Un piccolo insetto che, se non controllato al momento giusto, può rovinare un intero raccolto.

La mosca olearia (Bactrocera oleae) depone le uova all'interno dell'oliva quando questa inizia a maturare. La larva che nasce si nutre della polpa, danneggiando il frutto e favorendo un aumento dell'acidità dell'olio.

Per questo il monitoraggio nei mesi caldi è così importante: intercettare la mosca in tempo, con trappole e controlli regolari, permette di intervenire prima che il danno sia esteso.

È anche uno dei motivi per cui il momento della raccolta è una scelta delicata: aspettare troppo espone le olive a un rischio maggiore.

Api / Miele

Le api non fanno solo miele

Il lavoro più prezioso delle api, per l'agricoltura in generale, è l'impollinazione — anche degli stessi ulivi.

Un'ape bottinatrice può visitare migliaia di fiori in un solo giorno, trasportando polline da una pianta all'altra. Questo lavoro, chiamato impollinazione, è essenziale per la riproduzione di moltissime colture.

Gli ulivi si impollinano soprattutto grazie al vento, ma le api contribuiscono comunque alla biodiversità e alla salute generale dell'ecosistema agricolo in cui vivono, ronzando tra fiori spontanei, erbe di campo e alberi da frutto.

Avere arnie in azienda, quindi, non significa solo produrre miele: significa anche prendersi cura di un piccolo pezzo di equilibrio naturale.

Api / Miele

Il miele quasi non scade

Se conservato bene, il miele può durare per anni: è uno degli alimenti più stabili in natura.

Il miele ha una bassissima quantità di acqua e un pH acido: condizioni che rendono la vita molto difficile a batteri e muffe. Per questo, se conservato in un contenitore chiuso, al riparo da luce e umidità, si mantiene per lungo tempo.

Con il tempo può cristallizzare, cioè diventare più denso e opaco: è un processo naturale, non un segno di scadenza. Basta scaldarlo delicatamente a bagnomaria per farlo tornare liquido.

La data di 'preferibilmente consumato entro' che si trova in etichetta è per legge, non perché il miele smetta di essere buono dopo quella data.

Grano

Grano tenero e grano duro: non sono la stessa cosa

Uno fa il pane, l'altro fa la pasta: la differenza è nel chicco, non solo nell'uso.

Il grano tenero ha un chicco più friabile e viene macinato in farina per pane, pizza e dolci. Il grano duro ha un chicco più vitreo e ricco di glutine, ideale per la semola con cui si fa la pasta.

In Italia il grano duro è coltivato soprattutto al Centro-Sud, dove il clima caldo e secco ne favorisce la qualità, mentre il grano tenero trova le condizioni migliori più a Nord.

La semina è quasi sempre autunnale: le piantine crescono lentamente durante l'inverno e completano lo sviluppo con il caldo della tarda primavera, fino alla mietitura in estate.